Poesie

Dorme Milano

E Milano che in fondo è casa di tutti

silenzio per pochi, madre di molti

punto di svolta, incrocio, ricordo

– ingorgo di strade, scelte, rancori;

ricordi Milano di giorni migliori

oggi in riposo, domani in attesa,

futuri di cuori e cemento e lampioni

da teneri sogni per quest’ora sfiorati.

Che il meritato riposo sia dono

più ancor che terrore.

D. M.


Apri e chiudi

Sarebbe già abbastanza chiudere

quantomeno i giornali della sera

– i titoli, i manifesti ed i viventi morti

bandiere alzate indifese come figli

da padri accecati abbandonati.

Sarebbe già abbastanza attendere

– non certo ma chi sarà il Presidente

attendere l’aurora, il sangue bianco

avere sangue non macchiato,

innocente o sciolto, almeno, dal peccato.

Poiché peccato non fu commesso

da queste vene o questo cuore;

poiché sarebbe già abbastanza

chiudere il superfluo, il reietto o il criminale.

Aprirsi è differente

aprirsi è farsi altro.

D. M.


Carne d’altri

Così fatti d’altro non siamo

di pelle, capelli, ossa, desideri
creatisi carne anche se carne
ci è tolta.

Potessi chiedere oggi, da carne
ad altra carne vita pulsante,
che suono ha la parola

sconforto?
L’ascolto disegnata nell’anima
scarnificata fin solo agli occhi.

Faccio caso alle sopracciglia,
così dimenticate nel mondo di ieri.
Scorgo anime incastrate
nella riga dritta, troppo dritta,
di quel caos disciplinato di peli.

Oggi sono giorni di sopracciglia
fattesi carne come unico moto
di ribellione instancabile.

Un mucchietto di peluria senza senso

tanto banale e dato per scontato
tanto vivo nel vai e torni e vai ancora
di oggi e forse di domani.

D. M.