COPYWRITER UMANO O ARTIFICIALE?

L’Intelligenza Artificiale sta ridefinendo le nostre vite.

Proseguire le nostre vite professionali senza considerare la portata del fenomeno significa continuare a vivere in un passato che non esiste più.

Nel campo del copywriting, per esempio, ci capita di leggere frasi e contenuti online che sembrano scritti per noi. Effettivamente, lo sono. Ma, spesso, non c’è un copywriter o uno scrittore, dall’altra parte della tastiera, bensì dei software che analizzano i dati, comprendono il linguaggio e rielaborano testi personalizzati per noi.

Qualcosa ci fa pensare al salotto televisivo del romanzo Fahrenheit 451: era il 1953, e già qualcuno aveva previsto i decenni successivi.

L’A.I. oggi è usata per produrre contenuti di blog, siti web, articoli, notizie e persino interi libri.

Inquietante?

Per scrivere un buon articolo uno scrittore ha bisogno di almeno un pomeriggio. I software di cui stiamo parlando producono centinaia di pagine nel giro di pochi secondi.

Alcuni pensano di non doversi interessare a questo, perché l’A.I. non sostituirà i nostri lavori. Ma sappiamo anche che alcuni lavori di 20 anni fa oggi non esistono più, ed il discorso era (più o meno) uguale.

Entriamo nel mondo specifico del copy & content writing.

Oggi già molte grandi aziende utilizzano l’A.I. per scrivere i contenuti online, come Ebay e Alibaba, ma anche  grandi società finanziarie e giornali online.

Perché un computer è meglio di un copywriter umano?

Perché è impossibile creare un contenuto personalizzato per ogni utente nell’arco di pochi secondi. Quanti umani servirebbero contemporaneamente collegati?

Pensiamo ad Ebay, che utilizza l’A.I. per generare email, social adv e notifiche push personalizzate. Ebay è una piattaforma dove milioni di persone vendono e comprano online. Ogni utente è diverso dall’altro. Ogni utente necessita di un messaggio differente.

Quale metodo usa l’A.I. per scrivere (quasi) come un copywriter?

In parole molto semplici il procedimento è questo:

  1. Raccolta di dati
  2. Software di elaborazione del “pensiero” sulla base dei segmenti di dati ottenuti
  3. NLG (Natural Language Generation), ovvero la fase in cui tali dati sono utilizzati per generare testi a misura d’uomo (per approfondire l’argomento rimando a questo articolo: https://medium.com/sciforce/a-comprehensive-guide-to-natural-language-generation-dd63a4b6e548)

Nell’articolo si evince come la comunicazione e il linguaggio tra l’essere umano e la tecnologia siano ad oggi sempre più fluidi, fin quasi ad essere definiti da qualcuno “naturali”.

Che cosa distingue un copywriter umano dall’A.I.?

Oggi la distinzione è ancora abbastanza visibile. Innanzitutto, l’A.I. è utilizzata per produrre contenuti in quantità: 1000 pagine per 1000 utenti in 10 secondi.

Il copywriter reale, invece, scrive meno, ma può entrare in relazione con clienti reali, fare loro le giuste domande di follow-up, estrapolare le parole specifiche per arrivare a capire il “perché” di un atteggiamento o di un desiderio.

Il copywriter umano può attualmente servirsi di alcuni tools e strumenti dell’A.I. per migliorare il proprio lavoro. Il compito del copywriter è dunque quello di migliorare sempre di più la qualità dei propri contenuti, migliorare la forma dei propri testi e studiare formule e psicologia degli acquirenti. Il suo compito è quello di riferirsi a delle nicchie di settore, soprattutto a quelle nicchie che sono ancora inesplorate (o quasi) nel mondo digitale.

L’integrazione dell’A.I. nel mondo del lavoro del copywriter si fonde con alcuni quesiti fondamentali, che riguardano l’intera società: come rapportarsi, nei prossimi anni, con le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale? Come trarne beneficio per l’uomo senza esserne travolti? Come gestire i nuovi flussi tecnologici senza smarrire le peculiarità che, per ora e di certo per molto tempo, riguardano solo l’essere umano?

Il dibattito moderno ruota attorno a questo: proteggersi dall’avvento dell’A.I. imparando ad utilizzarla per i propri scopi. Per non arrivare ad punto in cui lo sviluppo tecnologico rischia di prevaricare sulla nostra umanità:

“This was what we did as a species, after all: we built ingenious devices, and we destroyed things.”
― Mark O’Connell, To Be a Machine : Adventures Among Cyborgs, Utopians, Hackers, and the Futurists Solving the Modest Problem of Death