Novembre, di prima

Maniacalmente svuoto
la mia esistenza astratta
nel minuto quotidiano di volo
insieme all’airone nel parco
– risale, lui, corrente di fiume
– risalgo, io, passi lenti di vita

Infine, medesima sostanza:
aprire le braccia
al freddo di novembre
correre
contro strida di auto
per udire soltanto
lo scialaquio delle ali
di aironi nel fiume

Placidi vaganti nell’autunno
silenziosi quesiti nell’etere,
noncuranti stravaganti
– silenziosa folla

I versi io non traduco
come quei luoghi in me
che parlano, parlano
lingue sconosciute
come quei luoghi in me
che non m’è dato conoscere.

D. M.