Carne d’altri

Così fatti d’altro non siamo

di pelle, capelli, ossa, desideri
creatisi carne anche se carne
ci è tolta.

Potessi chiedere oggi, da carne
ad altra carne vita pulsante,
che suono ha la parola

sconforto?
L’ascolto disegnata nell’anima
scarnificata fin solo agli occhi.

Faccio caso alle sopracciglia,
così dimenticate nel mondo di ieri.
Scorgo anime incastrate
nella riga dritta, troppo dritta,
di quel caos disciplinato di peli.

Oggi sono giorni di sopracciglia
fattesi carne come unico moto
di ribellione instancabile.

Un mucchietto di peluria senza senso

tanto banale e dato per scontato
tanto vivo nel vai e torni e vai ancora
di oggi e forse di domani.

D. M.