HOT TIPS – PREVEDERE LE EMOZIONI

Scrivi per te o scrivi per chi ti legge?

Sembra una domanda banale, ma per rispondere è necessario capire quali sono le domande da porsi prima di scrivere un testo che serva a suscitare nel lettore un’emozione. Ecco le domande:

  1. Cosa vuole il tuo lettore?
  2. Perché vuole quello che vuole?
  3. Perché si comporta in quel modo?

La risposta a queste domande si sintetizza in questo concetto fondamentale: le persone non vogliono un prodotto. Vogliono solo sapere come il tuo prodotto o il tuo servizio migliorerà la loro vita. Il tuo prodotto non è importante. Alle persone importa solo di se stesse.

Per fare in modo che ciò che scrivi faccia sentire il lettore protagonista, suscitando in lui un’emozione, ci sono innanzitutto 6 leve emotive primarie da considerare e utilizzare:

  1. Istinto di sopravvivenza
  2. Necessità di cibarsi
  3. Istinto di riproduzione
  4. Assenza di pericolo e paura
  5. Approvazione sociale
  6. Potere/superiorità

Scrivere un testo pubblicitario facendo leva su questi fattori psicologici fondamentali significa entrare nella sfera di necessità primarie dell’essere umano. Non c’è nulla di più potente che stimolare un desiderio che non può essere ignorato.

Ma come nasce un desiderio? Da una frustrazione, dalla mancanza di qualcosa. Leggere un testo che mi parla di come soddisfare una mancanza mi farà immediatamente emozionare, creando nella mia mente la sensazione piacevole del desiderio espresso.

E non solo: leggere di qualcuno che aveva il mio stesso desiderio ed è riuscito a soddisfare creerà in me la stessa soddisfazione.

Pensiamo a una persona che vive da sola e non ha un compagno nella propria vita o qualcuno con cui condividere i propri desideri sessuali, e dunque di conseguenza la 3° leva emotiva. Questa persona vede nel proprio smartphone la pubblicità di un programma di allenamento online e legge:

“Negli ultimi mesi mi sentivo gonfia ed ogni volta che uscivo mi mettevo vestiti larghi e coprenti. Mi sentivo imbarazzata ogni volta che conoscevo un uomo, perché pensavo che stesse guardando il mio corpo con i miei chili di troppo. Quando mi guardavo allo specchio non mi piacevo più, e per questo non piacevo nemmeno agli altri. Poi un’amica mi ha convinto a scaricare sul mio telefono il programma “In forma subito”. Ho iniziato a seguire allenamenti e programmi alimentari molto semplici. Nel giro di un mese ho ricominciato a guardarmi allo specchio e a piacermi. Mi piacevo sempre di più, fino a quando ho iniziato a piacere anche a un’altra persona, che da allora fa parte della mia vita insieme al programma che l’ha migliorata.”

Questo è un esempio molto semplice di narrazione che fa leva su un desiderio emotivo primario. È una breve storia nella quale il lettore si può immedesimare, percepire lo stesso disagio e la stessa speranza di risoluzione. In questo caso cosa è più importante? Il programma di allenamento o la possibilità di trovare un partner con il quale esprimere la nostra terza leva emotiva primaria?